Mi piacerebbe...
Il mio più grande desiderio sarebbe di assistere alla trasformazione del mondo musicale in qualcosa
di maggiormente e più profondamente autentico, al servizio dell’arte. Non sono l’unico infatti a dispiacermi di tutti
quegli aspetti che impediscono lo sviluppo di una vera personalità artistica. Mi riferisco soprattutto alle politiche
ed interessi trasversali del mercato che influiscono sugli organizzatori e sul pubblico. E rimango comunque convinto
che l’impatto di una personalità artistica autentica, “pura”, sarebbe molto più forte che non quello delle “politiche”
a cui accennavo.
Inoltre, la maggior parte dei commenti inerenti gli interpreti, sembrano oramai polarizzarsi o in un’accusa di
monotonia o in un elogio circa l’eccentricità dei medesimi, ciò che ritengo derivi da un’influenza forse
anche inconscia di due regole opposte del mercato che consistono la prima nel essere impersonale
(ovvero non dar fastidio, adeguarsi ai tempi ed ideologie correnti), la seconda nel colpire il pubblico,
far scena a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo. Ora, secondo me, invece, la vera comunicazione con
il pubblico passa per l’autenticità, la sincerità, del trasmettere a questo un vissuto personale, intimo,
il compimento di un percorso di ricerca incessante del compositore e di se stessi.
Spero quindi, che il mondo musicale di domani, sbarazzandosi di tutto ciò che è superfluo ed estraneo alla vera arte,
dia la possibilità ai giovani interpreti di perseverare in questa ricerca di modo che essa diventi l’elemento
principe nel loro cammino artistico.
CD

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